MM019.TAPESTRIES. //

Series // Baroque.

Title // Tapestries (Gli Arazzi).

Location // Museo della Fabbrica.

Italy, Spring 2019.

 

Curated by: Daniela Vasta, Federica Santagati.

 

Canvases, Single Pieces.

Dimensions: 60×350cm.


Matteo Mauro - Museo della Fabbrica Monastero Benedettini

Matteo Mauro Benedettini Concept

‘Today, I found myself alone in this room, and before closing the entrance door I observed the space and my canvases in it. For a moment or two, I imagined to observe the baroque monks still living here. Cooking, eating, drinking in this room. They did not go around looking at these tapestries like we do here today, but ignored them, as we sometimes walk through our own art collections. In perfect harmony with these reinterpretations of the past, the monks carried out their daily activities, to such an extent that to my eyes it looked like these artworks had always been hung there. With this vision in mind, I closed the Museum’s door and I opened my eyes. Then, at home, I slept quiet dreams; The balance between architecture and art had been restored.’

Matteo Mauro - Museo della Fabbrica Monastero Benedettini (58)

Matteo Mauro - Museo della Fabbrica Monastero Benedettini (40)

Tiles Analysis
Tiles Analysis

Matteo Mauro Tapestries Museo della Fabbrica

Matteo Mauro Tapestries Museo della Fabbrica

Matteo Mauro Tapestries Museo della Fabbrica

Matteo Mauro Tapestries Museo della Fabbrica

Matteo Mauro Tapestries Museo della Fabbrica

[Italian] ‘Quando mi venne proposto di esporre al Museo della Fabbrica, avvertii una strana sensazione, forse basata sul mio ricordo di questo spazio. In effetti, dopo il primo sopraluogo, questa sensazione si rafforzò. Mi ritrovai davanti una sala così ricca di storia, di colori, e strutture monumentali, che il pensiero di doverle affrontare mi mise in crisi. La soluzione è stata di accogliere questi elementi prepotenti anziché invaderli creando un dialogo orizzontale e verticale tra questi e le mie opere. Così iniziai a ricordare la storia delle cucine. Ricordai che proprio lì veniva ordinato quotidianamente una quantità di viveri che nel palazzo del principe veniva consumata nell’arco di due mesi. E non solo perché’ i quaranta monaci fossero degli esseri golosi, ma perché questo per anni fu il laboratorio principale della cucina catanese. Chissà se è proprio qui che i monaci trasformarono la cucina dei dominanti, armonizzandola secondo il gusto locale. Un lavoro di trasformazione di un prodotto appartenente ad un’altra cultura. Nelle mie opere ho voluto cogliere questa tensione, così carica di tanti elementi artistici. Non imitando, ma comprendendo ed idealizzando i colori, le forme e la storia di questo questo spazio espositivo. Così nacquero le tele Untitled monocromatiche, bicromatiche, policromatiche… che ad un acuta osservazione rivelano gli stessi pattern e geometrie ridondanti delle maioliche originali della sala che le ospita. Al completamento dell’allestimento mi ritrovai solo nella sala museale, e prima di chiudere la osservai adornata dai miei arazzi. Per un attimo immaginai di osservare i monaci barocchi, qui a cucinare, mangiare. bere ed abitare lo spazio, non girando in tondo ad osservare queste tele come abbiamo fatto noi durante la mostra, ma ignorandole, come a volte noi scorriamo davanti ai quadri delle nostre collezioni. E così, in perfetta armonia con queste reinterpretazioni del passato, i monaci svolgevano le piu’ comuni attività quotidiane, tanto che ai miei occhi sembrò che le tele fossero state appese lì da sempre. Con questa visione in testa, chiusi la porta ed aprii gli occhi, poi a casa dormii sogni tranquilli. L’equilibro tra architettura ed arte era stato ristabilito.’

Museo della Fabbrica
Idiot @ Museo della Fabbrica

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